Madres parallelas: la storia secondo Almodovar

Nel suo nuovo film Pedro Almodovar ci offre un  energico ritratto di donna (interpretata da Penelope Cruz premiata a Venezia 78 con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile)  e una riflessione sul senso della storia e del passato, sulla memoria collettiva di un intero paese. Janis ( nome che omaggia la cantante Janis Joplin di cui la madre era fan e come lei prematuramente scomparsa all’età di 27 anni) è una fotografa di moda, durante un servizio fotografico dedicato ad un antropologo forense  coglie l’opportunità per esporgli un progetto che lei e altre donne del suo paese natale coltivano da anni: rintracciare i resti di padri, mariti, fratelli, antenati trucidati durante la guerra civile spagnola e sepolti in una fossa comune. Il senso di questo desiderio appare chiaro nella didascalia finale “la storia non è muta e non si può occultare”. L’antropologo si offre di aiutarla, l’operazione è costosa ma i fondi potrebbero provenire dallo Stato che finanzia progetti simili. I due cominciano a frequentarsi , Janis rimane incinta. All’ospedale in attesa di partorire incontra Ana un’adolescente vittima di violenza anche lei prossima al parto. Partoriranno lo stesso giorno due bambine Cecilia e Anita. In seguito l’incontro con Arturo padre della bambina la lascia attanagliata da un dubbio: i tratti somatici di Cecilia non sembrano corrispondere ai suoi (nonostante le  origini venezuelane da parte di padre ) né a quelli dell’altro genitore. Per essere sicura fa un test genetico non di paternità ma di maternità. La verità è durissima da accettare, NON è la madre di Cecilia. Presto scoprirà dello scambio avvenuto in ospedale, Ana è la vera madre della sua bambina e Anita è sua figlia. Il dramma non si ferma qui Almodovar affonda nel melò e ci mette di fronte alla prematura morte in culla della vera figlia di Janis. La giovane madre è sconvolta dalla verità e delusa dal comportamento dell’amica. Janis deve invece elaborare il lutto della sua perdita, ma riappare Arturo con la notizia dell’approvazione dei finanziamenti per  il suo progetto. Partono immediatamente insieme per la raccolta dei campioni di DNA necessari per l’identificazione dei resti. La storia può finalmente ritrovare la sua voce , parlare anzi gridare il suo dolore, i resti di uomini ingiustamente uccisi potranno trovare degna sepoltura e essere pianti dalle loro famiglie. Le madres parallelas sono allora Janis (nuovamente incinta di Arturo) e Ana e tutte quelle madri che hanno perso i loro figli inghiottiti dall’indifferenza e dalla crudeltà della guerra. Un film con accenti dichiaratamente melodrammatici che il regista tratta con toni vividi, ma misurati. Impeccabile la recitazione delle attrici oltre a Penelope Cruz , Aitana Sanchez Gijon  che interpreta la madre di Ana, attrice che trova il successo nella maturità e Rossy De Palma datrice di lavoro e amica di Janis. Come sempre il colore è protagonista: il giallo, l’arancione , il blu, il marrone, il rosso, il verde dominano le inquadrature sia nel design sia negli abiti delle protagoniste a sottolineare l’intensità dei temi trattati . Ritroviamo la firma inconfondibile del regista nei titoli di testa e di coda questa volta dedicati al cinema, tutti i nomi scorrono incorniciati dalla tipica forma della pellicola un omaggio dovuto alla settima arte.

Articolo scritto da: difra01

Categorie:Mondo

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