Le canzoni più belle di Franco Battiato

È lutto nel mondo della musica per la morte del Maestro Franco Battiato, all’anagrafe Francesco Battiato: cantautore, compositore, musicista, regista e pittore italiano. Si è spento questa mattina nella sua residenza. I funerali avverranno in forma privata.

L’artista ha fatto parlare di sé per il grande numero di stili che ha approfondito e combinato tra loro in modo eclettico e personale: dopo l’iniziale fase pop degli anni sessanta, è passato al rock progressivo e all’avanguardia colta nel decennio seguente.

Le sue canzoni resteranno nella storia della musica italiana e internazionale. A lui dobbiamo capolavori come Bandiera bianca, Cuccurucucu, Centro di gravità permanente, Voglio vederti danzare e La Cura.

  1. Bandiera bianca, una critica agli aspetti più immorali della società di allora (ma anche di oggi), tra cui il terrorismo, la politica, la dipendenza dal denaro.
  2. Altro grande classico del repertorio di Battiato tratto da La voce del padrone, Cuccurucucu, che cita un brano di Tomas Méndez nel ritornello, è uno dei pezzi più famosi dello stile citazionistico del maestro.
  3. Nello stesso album di Bandiera Bianca si trova anche la celeberrima Centro di gravità permanente, canzone basata su un testo all’apparenza ricco di immagini casuali. Il centro di gravità cui fa riferimento Battiato è il ‘sé’ reale, per avere quella stabilità necessaria per diventare un osservatore della vita.
  4. Voglio vederti danzare: brano uscito per la prima volta nel 1982, nell’album L’arca di Noè, forse è l’esperimento synth pop più famoso dell’artista, uno dei pezzi più ballabili degli anni Ottanta italiani (con tanto di accenno di valzer nel finale)
  5. Ma il brano più famoso della carriera di Battiato rimane La Cura, di certo uno dei pezzi più emozionanti della storia della canzone italiana. Affiancato dal filosofo Manlio Sgalambro, nel 1996 il cantautore siciliano ha dato vita a questa poesia romantica ricca di riferimenti non solo filosofici, ma anche onirici. 

Articolo scritto da: Francesca Marra

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