I 5 peggiori imperatori romani

Sacrifici umani, decapitazioni di struzzi, stupri, persecuzioni, vendette… Scopriamo insieme di che colpe si sono macchiati i 5 peggiori imperatori romani.


Il primo imperatore della storia di Roma antica, viene spesso identificato con la persona di Giulio Cesare; in realtà, il primo ad essere insignito di titolo imperiale dal Senato fu il suo successore, Augusto che regnò dal 27 a.C. al 14 d.C. . Un governo lungo, ma molto efficiente, ben organizzato e ben ricordato dalle fonti antiche.

Molti suoi successori dichiararono di voler continuare sulla scia del buon governo del primo imperatore: certi mantennero la promessa, altri invece crearono periodi bui nella storia di Roma, governando in maniera spietata e folle.

1 – Il peggiore, secondo le fonti, fu l’imperatore Caligola (vissuto tra 12 – 41 d.C.) probabilmente affetto da una malattia mentale. Seneca il Giovane ci offre un quadro abbastanza completo di quest’uomo: amava assistere alle torture e alle esecuzioni capitali; era spietato contro i suoi oppositori politici; uccideva per divertimento schiavi e chi non gli piaceva per come si atteggiava o per l’abbigliamento indossato; organizzava spettacoli circensi molto costosi e per questo continuava ad aumentare le tasse. Era frequente sposarsi e ripudiare le sue spose e commettere adulterio con le mogli di aristocratici e senatori solo per lo scopo di vantarsene. Dava in pasto i condannati alle bestie feroci destinate agli spettacoli e il suo precetto era “Colpisci in modo che la vittima senta di morire“.

La pazzia più famosa legata alla sua persona è la notizia riportata da più fonti, secondo la quale Caligola voleva far diventare console il suo cavallo Incitatus.

Caligola morì vittima di una congiura nel 41 d.C.

2 – Nerone (vissuto tra 37 – 68 d.C.) è stato un imperatore contraddittorio perché governò bene per i primi 5 anni quando era affiancato alla madre Agrippina e al maestro Seneca, per poi abbandonare la buona condotta e macchiarsi di terribili omicidi interni anche alla sua famiglia, tra cui la madre e la moglie (nonché sua cugina) Ottavia, che lo rendono meritevole del 2° posto come peggiore imperatore romano. Incolpò i cristiani di aver appiccato il grande incendio di Roma del 64 d.C. e da quel momento iniziò a perseguitarli. Tra i morti più celebri di questa prima persecuzione ai cristiani ci furono S. Paolo e S. Pietro.

Morì suicida nel 68 d.C. dopo esser stato deposto dal Senato.

3 – Il terzo posto di peggiore imperatore romano è occupato da Caracalla (vissuto tra 188 – 217 d.C.). Uccise il fratello Geta e i suoi sostenitori. Ad Alessandria d’Egitto venne prodotta una satira in merito al fratricidio e Caracalla non gradì; con la scusa di visitare la città si recò con parte dell’esercito in Egitto e chiedendo di radunare i migliori ragazzi alessandrini da poter inserire nel proprio esercito, ne ordinò l’esecuzione, uccidendo così 20.000 giovani.

Morì assassinato a tradimento nel 217 d.C.

4 – Commodo (vissuto tra 161 e 193 d.C.) si dimostrò incapace di gestire ogni aspetto dell’impero. Si credeva la reincarnazione del dio della forza Ercole, combatteva come gladiatore contro uomini zoppi o indifendibili, si divertiva a decapitare gli struzzi e uccise anche degli elefanti. Fece uccidere la moglie per adulterio.

Di suo padre, Marco Aurelio, gli storici scrivono che ebbe solo una colpa: suo figlio Commodo.

5 – Domiziano (vissuto tra 51 e 86 d.C.) chiude questa classifica dei 5 peggiori imperatori romani; si dimostrò essere un buon amministratore e un bravo generale. Le sue colpe sono la persecuzione crudele contro i cristiani e tutti gli altri culti diversi da quelli della tradizione romana, il fallimento nella guerra contro i Daci e il suo carattere tenebroso, solitario e arrogante. Domiziano morì vittima di una congiura nel 96 d.C.

Ognuno con i suoi crimini, assetati di vendetta e di potere, questi 5 imperatori sono riconosciuti come i peggiori della storia dell’antica Roma. Due tra questi sappiamo che furono condannati dal Senato alla damnatio memoriae cioè alla cancellazione del loro ricordo che comprendeva la distruzione di statue, busti, iscrizioni ed epigrafi che potessero lasciare traccia di questi imperatori ritenuti indegni di essere conosciuti e ricordati dalle generazioni future; si tratta di Nerone e di Domiziano.

Articolo scritto da: Anna Toscani

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